Ong, scatta l’indagine su Msf: “Non collaborate con la polizia”

La nave “Dignity One” di Medici senza Frontiere, sempre secondo quanto riporta il Corriere, entra nelle acque libiche e si ferma a 7 miglia dalla costa. Poi prende a bordo 390 migranti. Un mese prima un altro episodio “sospetto”. Sempre la “Dignity One” fa sbarcare 317 stranieri. Ma questa volta i poliziotti sottolineano come “i migranti non sono stati molto collaborativi nel fornire informazioni dettagliate circa il viaggio, attribuendo la colpa alla stanchezza e alle ore di viaggio estenuanti”.

E gli investigatori affermano: “A differenza del passato, i migranti soccorsi e trasferiti da navi delle Ong, quando vengono fatti sbarcare nei porti italiani sono restii a cooperare: tale circostanza potrebbe essere il risultati di un indottrinamento impartito a bordo al fine di non collaborare con le forze dell’ordine italiane e il personale dell’agenzia Frontex”. Circostanze che adesso vanno chiarite e su cui la procura di Trapani cercherà di fare luce. Secca la risposta di Msf: “Msf non è mai stata contattata finora dalla Procura in merito nostre attività in mare”.

Il Giornale