Terremoto, lo Stato non paga il pranzo dei pompieri

Magari in ritardo, ma sempre. Il sistema di richiesta dei soldi, che rientrano nell’ambito dell’emergenza, è lungo e complicato. Noi dobbiamo chiedere alla Protezione civile, che a sua volta chiede a Roma e poi si attiva tutta la catena. Quindi ci vuole un po’ di tempo, bisogna avere pazienza. I soldi sono in arrivo».

Dal canto suo, la Prefettura chiarisce: «Il pagamento dei pasti dei vigili del fuoco non è di nostra competenza, abbiamo preso visione dell’esposto del ristoratore solo perché non vogliamo chiudere le porte in faccia a nessuno, così abbiamo fatto ascoltando i terremotati. Tutto ciò che possiamo fare, in questi casi, è dialogare. Per quanto riguarda i pagamenti, a noi competono solo quelli per polizia e carabinieri».

Anche in questo caso, però, i soldi liquidati sono in ritardo: l’ultimo mese a essere stato pagato sarebbe quello di dicembre. «Siamo abbastanza in linea con i pagamenti – spiega la Regione,che si occupa invece della gestione degli alberghi e dei camping, che ospitano oltre 4.600 sfollati –. Sono stati liquidati 24,5 milioni su 35 totali, nel frattempo il numero delle strutture ricettive è salito da 309 a 341, se ne sono aggiunte di nuove, dislocate verso l’entroterra».
Intanto, non si ferma l’esodo forzato degli sfollati da una struttura ricettiva all’altra: entro oggi un gruppo di 60 persone ha dovuto lasciare il camping Holiday a Porto Sant’Elpidio per trasferirsi in camping diversi, alcuni ancora più lontani dai paesi di provenienza. In tutto saranno circa 1.000 gli sfollati che devono spostarsi, entro giugno, per fare posto ai turisti estivi.