Ladro ferito nell’inseguimento nel quale è morto il poliziotto Pischedda: già spesi 105mila euro per curarlo

hanno pensato i poliziotti di Polstrada e Questura, uno per ognuno dei quattro turni da 6 ore, poi i colleghi della Polizia penitenziaria, due per ogni turno. Senza calcolare straordinari, indennità, festività, gradi superiori e altre maggiorazioni, unicamente per gli stipendi base dei dieci agenti impegnati a rotazione la cifra sborsata si aggira sui 30mila euro.

«Non dimentichiamo nemmeno che per svolgere il servizio di piantonamento sono stati sguarniti i presidi di sicurezza sul territorio – commenta Angelo Urso, segretario generale della Uilpa, il sindacato dei poliziotti penitenziari -. In generale nessun detenuto paga le cure mediche né contribuisce a coprire i costi della detenzione. Per i detenuti cittadini di Stati non europei, come la Moldavia, inoltre non sussiste la possibilità di chiedere rimborsi, il costo resta completamente a carico dei contribuenti italiani. Se sussistono accordi bilaterali potrebbero essere recuperati, ma nessuno accetta, perché in Italia rispetto ai Paesi dell’Est le condizioni dei carcerati sono ovviamente migliori, specie se sussistono problemi di salute». Ma il conto per assicurare la completa guarigione del giovane moldavo è ancora aperto: da inizio aprile si trova infatti nel reparto di Riabilitazione dell’ala sanitaria del carcere di Busto Arsizio.

 

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