Maxi-multa Ue a Facebook per aver collegato gli account di Whatsapp: 110 milioni

“Abbiamo agito in buona fede sin dalle nostre prime interazioni con la Commissione Ue e abbiamo cercato di fornire informazioni accurate ogni volta”, ha commentato un portavoce di Facebook  “Gli errori che abbiamo fatto nel 2014 non erano intenzionali e la Commissione ha confermato che non avevano impatto sull’esito dell’analisi della fusione”, ha aggiunto sottolineando che “l’annuncio di oggi porta a conclusione la questione”.

Nella nota della Commissione si ricorda che in via teorica la sanzione avrebbe potuto raggiungere l’1 per cento del fatturato complessivo della società che ha violato le norme: nel caso specifico, prendendo il bilancio del 2016, si sarebbero potuti superare i 250 milioni di multa, ma la cifra poi individuata è stata ritenuta “proporzionata” al caso. A mitigare la durezza della sanzione è stato anche l’atteggiamento collaborativo di Facebook durante il procedimento, che le autorità europee riconoscono. La Commissione precisa che è la prima decisione di questo tipo nell’ambito delle regole istituite dal 2004 per la validazione delle fusioni; per altro, il passo di oggi non ha nulla a che vedere con altri eventuali rilievi in termini di privacy sull’aggiornamento delle condizioni del servizio di Whatsapp risalente alla scorsa estate.

Aggiornamento già finito nel mirino: soltanto pochi giorni fa era stato il Garante italiano della concorrenza e dei mercati a puntare il dito contro i termini e le condizioni imposti agli utenti del servizio di messaggistica. Chiudendo due indagini relative alla piattaforma, che sono valse una multa da 3 milioni di euro, l’Antitrust tricolore ha concluso che gli utenti erano portati a credere che senza l’accettazione delle nuove condizioni – che comportavano la condivisione dei dati con il social network – sarebbe stato impossibile proseguire l’utilizzo dell’applicazione.

repubblica.it