‘Blue Whale Challenge’, si indaga su nuovi casi di autolesionismo

Allarme nelle Marche per il ‘Blue Whale Challenge’, il nuovo ‘gioco suicida’ che ha fatto già – secondo alcune stime – 157 morti dopo essere partito dalla Russia. L’altro ieri al Salesi di Ancona è stata portata d’urgenza un’adolescente pescarese, e nell’ultimo mese almeno quattro ragazzini, tutti intorno ai dieci anni, sarebbero stati accompagnati dai genitori dopo aver compiuto atti di autolesionismo. Finora, l’unico decesso che viene direttamente collegato al gioco suicida è quello di un ragazzino a Livorno che si è lanciato nel vuoto dal 26° piano, ma proseguono le segnalazioni, soprattutto nell’anconetano.

Di recente è stata medicata una tredicenne che si infliggeva tagli alle braccia e alle gambe per seguire – così ha raccontato alla psicologa – i precetti di un blog; sempre nei giorni scorsi era venuta alla luce la vicenda di un’altra giovanissima che si sarebbe spinta a gesti punitivi per partecipare a un “gioco” sui social. Se sia il ‘Blue Whale Challenge’ o altri ‘giochi’ autolesionistici devono essere gli inquirenti – che comunque sugli episodi mantengono lo stesso riserbo – a dirlo. La psicologa Gloria Trapanese, che ha trattato uno dei casi sospetti, ha spiegato senza mezzi termini: “Siamo in piena emergenza”.

Compiere gesti di autolesionismo sta diventando una pratica sempre più diffusa tra gli adolescenti e già prima dell’avvento del ‘Blue Whale’ si segnalavano tantissimi episodi del genere, spiegano gli esperti. Sui social, basta digitare hashtag come #cut, #depressed o #autolesionismo e anche il meno esperto in materia si trova davanti una carrellata di immagini inquietanti.

fonte: direttanews