La denuncia del sindacato di Polizia: “agenti umiliati e indeboliti da certi politici”

Poliziotti aggrediti dai delinquenti. E umiliati da certa sinistra, anche istituzionale. Eseguono “pattuglioni” in stazione centrale a Milano per riportare decoro, per controllare, per fare il loro lavoro. Eppure vengono sommersi di critiche, infangati e additati da politici della sinistra presunta moderata, quella del “Modello Milano”, quella che governa e amministra, e che dunque dovrebbe distinguersi dai vezzi dell’estremismo rosso. Passano pochi giorni ed ecco che sempre lì, in stazione centrale, dove il “pattuglione” era inopportuno e larvatamente razzista, un italo-tunisino in odore di terrorismo islamico accoltella un agente e un militare che volevano identificarlo.

Massimiliano Pirola, segretario provinciale del Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), i suoi colleghi sarebbero potuti morire.
Purtroppo sì, l’aggressore vagava indisturbato con addosso due coltelli da cucina ben nascosti. Proprio in stazione centrale, nel luogo in cui, secondo qualche politico illuminato, la polizia avrebbe sbagliato a fare il famoso pattuglione.

Cosa ha provato quando il sindaco di Milano Beppe Sala e Il Pd e hanno criticato l’intervento in stazione?
Non voglio riferirmi a qualcuno in particolare. Ma c’è un partito dell’antipolizia, diffuso e non limitato a un solo movimento politico, che ci sta togliendo la dignità di fare questo mestiere. Certe dichiarazioni e prese di posizione ci umiliano. Com’è possibile criticare un’operazione di controllo, detta in gergo pattuglione? Le abbiamo sempre fatte, in particolar modo in stazione centrale, e lo dico perché sono in polizia dal 1985. Ma non venivano definite deportazioni nazi fasciste o deportazioni razziali.