Vaccini obbligatori scuola: 800mila bambini non sono in regola

comunicato Anief – “Ci sono ottocentomila ragazzi da vaccinare subito, ma non si comprende perché debba essere la scuola ad assolvere a un compito di verifica che attiene all’ambiente sanitario”: a dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, commentando le stime fornite oggi dalla stampa nazionale sui giovanissimi da vaccinare in tempi ristretti, con “Scuole, Asl e forse anche Tribunali minorili investiti da una pioggia di casi da risolvere rapidamente per rendere operativo il decreto legge approvato venerdì, che produrrà i suoi effetti già dall’anno scolastico 2017-2018”.

“Si stanno riversando sulla scuola tutte le incertezze e ambiguità del decreto su cui un paio di giorni fa è arrivato il via libera del Governo: la norma dice che la scuola avrà l’obbligo di riferire alla Asl la mancata vaccinazione, successivamente l’Asl avrà l’obbligo di chiamare la famiglia e dare dei giorni per vaccinarli.

sOra, però, mi chiedo: l’obbligo vale per tutte le scuole? Lo sanno al Governo che solo il 25 per cento degli alunni fino a 6 anni frequenta le scuole statali? Sono coscienti del fatto che anche quando l’ultima riforma Renzi-Giannini del percorso fino alla primaria andrà a regime, previsto dalla Legge 107/15, solo un bambino su tre frequenterà la scuola pubblica statale?”.

I dubbi del presidente Anief sono su più fronti: “sarebbe interessante sapere anche per quale motivo sono stati tagliati fuori dall’obbligo i giovani dopo i 6 anni di età, visto che fino a 16 anni si rientra nell’obbligo formativo.

In questo modo, con la nuova legge, si vuole obbligare la famiglia del bambino a procedere con la vaccinazione in tenera età; poi però il richiamo vaccinale, che i medici reputano altrettanto indispensabile, non è più cogente. Per noi è una palese contraddizione”.