Ma se le pizze sono rotonde, perchè il cartone della pizza è quadrato?

Chi di noi prima di un evento sportivo o sorpreso alla vista di un frigorifero vuoto non si è ricordato improvvisamente di quell’ accattivante brochure trovata nella buca delle lettere che prometteva incredibili delizie di forno? Una breve ricerca, un numero di telefono e, parafrasando una nota canzone di Lucio Battisti “…bibita ghiacciata e l’avventura può iniziare ormai…” Ma ci siamo mai chiesti se quei 700 mln di scatole da asporto vendute ogni anno, meritano sempre il nostro sguardo di gratitudine o no?

Il “box” della pizza rientra nella lista di quei materiali e oggetti che venendo a contatto con gli alimenti, acronimo MOCA, ne vede disciplinato l’uso da provvedimenti nazionali ed europei.

NORMATIVA SUI CARTONI DA ASPORTO PER LA PIZZA

La normativa italiana, basata sul D.M. 21 marzo 1973 e successive modificazioni, è considerata una delle più severe in Europa. La norma, concernente la “disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili, destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d’uso personale”, vieta l’uso di cellulosa riciclata per gli imballaggi di cartone destinati ad alimenti “umidi”. Le scatole per pizza rientrano proprio in questa categoria, dato che la temperatura interna raggiunge i 60/65°C, favorendo la possibile migrazione di piombo, ftalati e altri composti tossici abitualmente presenti nel cartone riciclato (la normativa fissa per il piombo il limite massimo di 3 microgrammi per decimetro quadrato). Un ulteriore divieto legislativo riguarda la presenza di scritte nella parte interna del contenitore per evitare la cessione di sostanze nocive presenti nell’inchiostro.

Esistono tre tipologie di cartoni: