Genova. Poliziotto si ammala di tubercolosi, profilassi tra parenti e colleghi

In passato era chiamata “mal sottile”. Muoiono di tisi la Silvia di Leopardi, la Signora delle camelie di Alexandre Dumas e, di conseguenza, la Violetta della Traviata di Verdi, la Mimì de La Bohème di Puccini e il piccolo Iljuscia de I fratelli Karamàzov di Dostoevskij. E La montagna incantata (o «magica»: Der Zauberberg) di Thomas Mann inizia con la visita in un sanatorio sulle Alpi svizzere.

In occidente gli antibiotici avevano sostanzialmente ridotto ridotto l’epidemia, fino quasi a far sperare di debellare la malattia ma, appunto, lo sviluppo di ceppi resistenti ha invertito la tendenza e i casi tornano a moltiplicarsi. Non è detto che l’”untore” dell’agente sia uno straniero: una potenziale fonte di rischio sono anche i sempre più frequenti viaggi all’estero dai quali c’è chi torna con malattie che in Italia sono scomparse o quasi debellate.
Il poliziotto che l’ha contratta adesso non è grave e per i suoi parenti, amici e colleghi è scattata la profilassi.