Polizia, i giubbotti antiproiettile non reggono a pallottole e lame

Il problema era già stato sollevato lo scorso anno dal Coisp, uno dei sindacati di Polizia, che aveva scritto al capo della Polizia, parlando di «gravissime anomalie tecnico logistiche, giubbotti antiproiettile che si bucano in sede di collaudo e kit antisommossa che devono essere aggiustati con un cacciavite». Il ministero aveva risposto, alle richieste del sindacato, di «aver distribuito 2.512 giubbotti marca Nfm e 3.427 marca Grassi» e che le prove balistiche avevano avuto «esito positivo». Per capire, da una verifica risulta che la ditta Nfm è bandita dalle gare dell’Esercito svedese per falsificazione documentale.

Da chiedersi, quindi, perché non si decida di affidarsi a ditte che allo stesso costo di quello indicato nei bandi italiani forniscono già alle polizie estere materiale balistico, di alta qualità e, soprattutto, che garantisca l’incolumità di chi ogni giorno sta su strada per difendere l’ordine pubblico.

Il materiale in dotazione alla Polizia mette a rischio la vita degli agenti. Il ministero dell’Interno, nel novembre del 2016, aveva bandito una gara per l’acquisto di 1.300 giubbetti antiproiettile antilama sottocamicia, con l’opzione di altri 850, per un totale di spesa di 795.500 euro iva esclusa (quindi a circa 610 euro l’uno), da fornire alla Polizia di Stato.

Il Giornale