Delitto Garlasco, ricorso straordinario di Stasi in Cassazione: “I giudici hanno sbagliato”

Contestato un “errore di fatto” che ha limitato il diritto di difesa: “Ho diritto a un equo processo”. L’udienza per decidere sulla richiesta del giovane condannato a 16 anni è stata fissata  il 27 giugno prossimo. Il legale della famiglia di Chiara Poggi: “Palesemente inammissibile”

Si appella anche all’articolo 117 della Costituzione, quello sul “diritto a un equo processo” ma anche dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Alberto Stasi ha depositato un ricorso straordinario in Cassazione per chiedere la revoca della sentenza di condanna definitiva a 16 anni di carcere pronunciata dalla Suprema Corte il 12 dicembre 2015 per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco.

Nell’istanza, firmata dallo stesso Stasi, lunga una quarantina di pagine, si fa riferimento a un “errore di fatto” che sarebbe stato commesso dai giudici e a una ventina di prove che avrebbero dovuto essere riassunte in appello. Per il legale della famiglia Poggi, però, si tratta di un ricorso “palesemente inammissibile”.

Il ricorso. In base all’articolo 625 bis del codice di procedura penale, Stasi chiede la revoca della sentenza sostenendo che i giudici dell’appello dovevano riascoltare i testimoni sentiti come fonti di prova in primo grado. Non farlo – a dire del condannato – ha portato a una condanna “frutto di un processo non equo”. Un “errore” che ha inciso “in maniera determinante” sulla decisione e che ha avuto “ripercussioni drammatiche” sulla vita del 34enne, detenuto nel carcere milanese di Bollate. Stasi chiede di disporre l’annullamento con rinvio, quindi che si esprimano nuovamente i giudici d’Appello. In caso positivo, chiede anche “di sospendere gli effetti del provvedimento”, ossia di tornare libero fino alla nuova decisione definitiva (tema su cui però non può decidere direttamente la Suprema Corte, ndr). La prima sezione della Cassazione ha fissato l’udienza per discutere del ricorso straordinario il 27 giugno prossimo.