Condizionatori, ecco la tassa: ora occorre pagare il bollino

E gli impianti con potenza inferiore ai 12 kilowait? Non pagheranno niente, né dovranno esibire l’autocertificazione. Per capire se si rientra o no nella fascia di esenzione è sufficiente fare un piccolo controllo, anche con l’aiuto di un tecnico: ma diciamo subito che se in casa abbiamo un climatizzatore che serve solo una stanza, o al massimo due, quasi certamente non dovremo sottostare alla tassazione. Un’informazione utile anche per tutti coloro che stanno pensando di mettere il climatizzatore in casa o nella sede della propria attività professionale in vista dell’estate. In tutti gli altri casi bisognerà contattare l’azienda che ha installato e che si occupa della manutenzione del condizionatore: come avviene per la caldaia, il tecnico provvederà all’autocertificazione e al pagamento del bollino.

La documentazione dovrà essere inviata in via telematica alla Sevas. Se non si provvederà a inviare il materiale, quindi non certificando l’impianto, si rischierà l’ispezione a pagamento della Sevas. Che presenterà un conto da 80 euro per gli impianti dai 12 ai 35 kilowatt; da 120 euro per quelli dai 35 ai 100 kw; da 180 euro per quelli sopra 100 kw. I controlli non potranno essere che a campione, visto e considerato che oggi non esistono dati aggiornati su quanti climatizzatori sono stati installati a Massa e sul resto del territorio comunale (stando agli ultimi censimenti parliamo di migliaia). Una situazione simile al resto alla Versilia e al resto della lucchesia, le altre zone dove Sevas gestisce il servizio.