“Quel neonato abbandonato e lasciato morire è mio”: la madre di Settimo confessa

“Sono andata in bagno e il bambino è nato” ha raccontato la donna ai carabinieri e al procuratore Ferrando, dicendo di non ricordare il resto: né il taglio del cordone, né il lancio del piccolo dalla finestra. “Non sapevo di essere incinta, in questi nove mesi ho avuto regolarmente il ciclo. Mio marito ieri mattina ha visto il sangue, ma gli ho detto che era una mestruazione abbondante” ha aggiunto. Anche il marito, Salvatore Scalas, dice di non essersi mai accorto di nulla, tantomeno l’altra notte: “Ho sentito come un miagolio, ma non ho collegato”. Quel “miagolio” era il pianto del neonato, 3 chili per 54 centimetri d’altezza. I medici del Regina Margherita, che si sono prodigati invano per salvarlo, lo hanno chiamato Giovanni.

Durante l’interrogatorio, quando ha realizzato che il figlio era morto, Valentina Ventura “non ha avuto alcuna reazione – riferisce il procuratore Ferrando -. Ha solo chiesto ai carabinieri il sesso. E non ha mai pianto”. All’inizio ha anche negato, ma gli investigatori erano da subito sicuri di avere imboccato la pista giusta. Contemporaneamente i carabinieri hanno compiuto un sopralluogo nelll’alloggio in cui la Ventura abitava al secondo piano, trovando altre conferme. D’altronde ai carabinieri era bastato parlare un po’ con la gente del quartiere per arrivare al suo nome. Più di una persona nelle scorse settimane le aveva chiesto se non fosse incinta, ma lei aveva sempre negato.