Insegue sospetti jihadisti sui tetti: ferito giovane finanziere

La banda aveva programmato (ma non ancora attuato) l’approdo sulle coste trapanesi, tra gli altri, di soggetti pericolosi ancora non identificati, uno dei quali temeva, oltre che di essere arrestato dalla polizia tunisina, anche di essere respinto per terrorismo dalla polizia italiana, una volta giunto la penisola.

Le indagini hanno svelato un vero e proprio sistema illecito «transnazionale», che operava tra la Tunisia e l’Italia, in cui ogni membro dell’organizzazione rivestiva un ruolo ben preciso occupandosi, a seconda dei casi, delle «prenotazioni» dei migranti interessati alla traversata e della raccolta degli importi dovuti per il viaggio, della movimentazione e della custodia del contante, di trovare i gommoni, della loro conduzione in mare e, infine, del primo collocamento dei passeggeri in luoghi a disponibilità dell’ organizzazione. Nel corso delle indagini è stato possibile ricostruire l’organizzazione e l’esecuzione di 5 traversate.