Bancomat, la truffa diabolica: carte ‘taroccate’ al posto delle originali

In realtà era un dispositivo inserito dai truffatori che restituiva alla vittima un’altra carta di credito, simile nell’aspetto, trattenendo quella originale. Grazie ad una telecamere installata sopra lo sportello, veniva poi carpito il pin e dunque potevano essere effettuati prelievi anche per migliaia di euro.

Il cliente, infatti, spesso si accorgeva della frode solo dopo qualche ora o addirittura il giorno successivo. La porta del gabbiotto veniva aperta tramite un telecomando dagli stessi truffatori, in modo da non destare allarme nel cliente. Avviate le indagini dalla Polizia Postale, la svolta è arrivata un sabato quando un agente libero dal servizio si è accorto dell’alterazione del gabbiotto ed ha bloccato un dei malfattori, mentre l’altro è riuscito a fuggire. Nel dispositivo era presente una carta già rubata ed utilizzata per prelievi che superano i 5.000 euro.
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