Il tempo per indossare la divisa va retribuito, riconosciuti gli arretrati

«Questo tempo non era mai stato retribuito dall’amministrazione sanitaria», spiegano in una nota il segretario nazionale Usppi, Nicola Brescia, e il segretario provinciale, Gianfranco Virgilio, che aggiungono: «Da questo momento molti altri dipendenti vedranno riconosciuto questo diritto comprensivo del risarcimento retroattivo per gli emolumenti non versati dall’azienda sanitaria, rispetto all’orario effettivamente realizzato».

In effetti, il problema si potrebbe porre per tante categorie professionali. Anche a chi ha contratti di lavoro privato (basti pensare a chi lavora in hotel e ristoranti, per compagnie aeree eccetera). E infatti in alcuni casi per i quali il problema è stato già posto sono state trovate soluzioni. Non necessariamente quelle più lineari come quella di riconoscere e retribuire un tempo prestabilito per cambiarsi.

Per esempio, nella Polizia locale di Milano non si utilizzano i sistemi di rilevamento delle presenze, anche se sono stati installati in tutti i presìdi del corpo sul territorio. Ciò si deve a un’intesa tra Comune e sindacati, raggiunta per risolvere non solo il problema del cambio indumenti ma anche quello del raggiungimento del luogo in cui prestare servizio quando vigili che appartengono a un certo comando di zona