L’Italia dice addio ai libretti al portatore: ecco quando diventeranno illegali

D’ora in poi tutti i libretti di risparmio dovranno esser nominativi, per prevenire il riciclaggio e (si opina) l’evasione fiscale.

Quintino Sella, ministro delle finanze della destra liberale, scienziato minerario di Biella col culto della finanza e del risparmio, conosceva le abitudini e la preferenza dei risparmiatori per l’anonimato e diede vita alle casse di risparmio postali con tre forme di raccolta del denaro al portatore: il conto corrente, il libretto di risparmio e il buono postale fruttifero, collegato al libretto.

Il capo famiglia che gestiva il libretto della Regia Posta, lo custodiva sotto un materasso o in un cassetto chiuso a chiave, che solo la moglie e un figlio maggiore conoscevano. Parecchi contadini, che tornavano dal mercato col portafoglio gonfio, non avevano fatto le elementari o avevano dimenticato le nozioni imparate e il libretto nominativo per loro sarebbe stato inaccessibile. Molte donne di casa prive di istruzione andavano alla posta a ritirare lettere e cartoline e poi se le facevano leggere, in casa, dai figli che avevano fatto le scuole o dal parroco, quando aveva un po’ di tempo libero.