Il morso della medusa e della tracina: come comportarsi

Il morso della medusa e della tracina: come comportarsi

La più diffusa nei nostri mari è la Medusa luminosa (Pelagia nucticola), di ridotte dimensioni ma dai lunghi tentacoli, di colore trasparente o violacea, abbastanza velenosa. Pur essendo piccolina, rispetto ad altre specie come la Cassiopea (Cotylorhiza tubercolata) o il Polmone di Mare (Rhizostoma pulmo), questo affascinante esserino di appena 8-10 centimetri di diametro è tuttavia molto urticante e il suo contatto con la pelle umana provoca dolore e scottature, con conseguente bruciore, prurito intenso e a volte anche la formazione di fastidiose bolle.

Insieme alle tracine, pesci che si trovano invece sotto la sabbia, vicino alle riva, le meduse sono le principali insidie estive per la salute dei nostri piccoli. E’ abbastanza frequente, infatti, che i bambini, stando molto volentieri in acqua e sulla riva per giocare, siano punti da questi due animali.

E’ bene dunque sapere come comportarsi in questi casi e, a tal fine, si rivelano preziosi i consigli della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica.

Nel caso di morso di una medusa, il malcapitato bimbo uscirà sicuramente dall’acqua di corsa, urlando e piangendo. La prima cosa da fare è mantenere la calma e rassicurarlo, dicendogli che non è nulla e che presto il dolore passerà; nel frattempo controlliamo subito che non siano rimasti attaccati alla sua pelle parti di medusa e accertiamoci che il piccolo non l’abbia toccata con le manine nel tentativo di staccarla. E’ molto importante, infatti, che non avvenga il contatto con gli occhietti, per scongiurare il rischio di ulcere corneali.