El Alamein: “Mancò la fortuna, non il valore”

Il nuovo fronte viene ben presto sfondato dall’ennesimo massiccio attacco di 300 carri britannici, tenuti però a lungo in scacco dai soltanto 30 mezzi pesanti tedeschi rimasti. Nel frattempo la Divisione Ariete viene circondata e completamente annientata. Ma non senza aver prima inflitto notevoli perdite agli inglesi e aver dato prova di grande valore, come testimoniato dall’ultimo messaggio fatto pervenire al Comando d’armata: “Carri armati nemici fatto irruzione sud. Con ciò Ariete accerchiata. Carri Ariete combattono”.
La mattina del 4 novembre, dopo 12 giorni di lotta violenta ed accanita, le truppe italo tedesche sono costrette per la maggior parte alla ritirata.

Alcuni reparti però tentano caparbiamente e coraggiosamente di mantenere le posizioni, nonostante il fuoco nemico che anche dal cielo sembra non dar loro tregua. Tra esse i paracadutisti italiani della Folgore, che si sono battuti per giorni e giorni contro i mezzi corazzati britannici usando anche armi di fortuna. Finite infatti le già scarse munizioni dei loro cannoni, pur subendo gravi perdite (ma infliggendone al nemico altrettante, se non di più), si sono “arrangiati” con bottiglie incendiarie, cariche di dinamite e mine anticarro, attaccate ai mezzi nemici in movimento da buche scavate nel terreno. Si consegneranno al nemico per ultimi (il 6 novembre).

L’Armata corazzata italo tedesca, sconfitta, riesce però, grazie alle capacità tattico – strategiche di Rommel, ad effettuare un ripiegamento che consente di salvare in parte uomini e mezzi. La Volpe del Deserto, soldato prima ancora che grande comandante, ha avuto per i camerati italiani con cui ha condiviso il fronte parole di grande apprezzamento: “Il soldato tedesco ha stupito il mondo. Il soldato italiano ha stupito il soldato tedesco” dice riferendosi ai nostri bersaglieri ma estendendo la considerazione a tutti i nostri militari impegnati in Africa sotto la sua guida.