Buoni pasto: a chi spettano? La guida completa

– orario di lavoro che copre la fascia oraria di un pasto;

– distanza tra l’abitazione e l’azienda che rende impossibile, per il lavoratore, consumare il pasto a casa propria.

Il nuovo decreto elaborato dal Mise per disciplinare l’utilizzo dei ticket restaurant prevede di non introdurre, per i titoli “non elettronici”, l’obbligo di indicazione sul buono del nominativo del titolare. Tale scelta, presa in un’ottica di semplificazione, non pregiudicherebbe le finalità di accertamento in quando verrebbero assicurate comunque dall’obbligo di firma del titolare al momento dell’utilizzo.

Nei casi in cui il lavoratore non può sfruttare i buoni pasto invece si ricorre all’indennità sostitutiva di mensa: si tratta, in pratica, di una vera e propria monetizzazione dei buoni pasto, corrispondendo al dipendente la somma in denaro pari al valore del buono che dovrebbe ricevere dall’azienda.