“I nostri militari in Kosovo hanno bevuto acqua cancerogena”: la denuncia

Lettieri però non riuscì ad avere nessuna risposta: “Fortunatamente un collega italiano mi inviò il referto delle analisi chimiche dell’acqua Dea del 30 gennaio 2015 che riportavano la presenza di bromato (possibile cancerogeno per l’uomo classe 28 secondo la IARC). Il limite è di 10 microgrammi/litro, l’acqua DEA ne conteneva 65-97”. “Chiedendo ad alcuni militari della base che erano presenti in tale periodo mi confermarono che l’acqua Dea era stata ritirata nel 2015 e che poi fu rimessa nuovamente in distribuzione e vendita dopo qualche mese”, aggiunge Lettieri.

“Il generale di divisione Giovanni Fungo – continua – concordò immediatamente sulla necessità di interrompere la distribuzione e la vendita di tale acqua. Quindi in data 10/01/2017 scrissi ufficialmente al mio diretto superiore, di nazionalità irlandese, chiedendo di far ritirare tale acqua,includendo nel divieto, a scopo cautelativo, oltre alla naturale anche la frizzante di cui non avevo nessun tipo di analisi né chimica né batteriologica. Il giorno 13 gennaio terminai il mio turno di missione venendo a conoscenza nei giorni seguenti che l’acqua naturale Dea era stata ritirata e sostituita prima con un’acqua croata destinata solo all’esportazione in Kosovo e poi con un’acqua greca. l’acqua Dea frizzante risulta ad oggi ancora in distribuzione presso la base di Film City”.

LEGGO