Igor il russo, cento giorni da fantasma

Tutti in “guerra” contro Igor: che al momento sembra averla vinta lui, la sua “guerra” personale, inseguito da tre mandati di cattura, per tre omicidi diversi, anche quello del metronotte Salvatore Chianese, ucciso a sangue freddo il 30 dicembre 2015 tra Savio e Fosso Ghiaia, nel Ravennate, anche se riscontri per questo fatto non ci sono, solo una ipotetica stessa “firma”, la sua, sulle modalità dell’agguato.

Dall’aprile scorso, 100 giorni fa, da allora, iniziarono ad arrivare segnalazioni della presenza di Igor, da tutta Italia: tutte verificate, quelle meno strampalate ovviamente, dalla prima all’ultima. E anche soprattutto quelle tra Ferrara e Bolognese: furti di uova, di vino, di alimenti presi da cantine e rustici di campagna; materiali sanitari, sacche di flebo o di cibo abbandonate. E poi blitz nei casolari in una zona di 15 km quadrati, quindi nelle case abitate.

E soprattutto controlli a tappeto in tutta quella cerchia di conoscenze che Igor in questi anni ha accumulato prima in carcere e poi, fuori, tra Ferrara, Berra, Portomaggiore e il Mezzano: una corte dei miracoli fatta di ladri, rapinatori, truffatori. Centinaia di persone controllate e tuttora sotto controllo. Ma non è emerso nulla. E oggi, dopo 100 giorni non ci sono nemmeno più segnalazioni, tantomeno dal Ferrarese (l’ultima a Bando, verificata e andata a vuoto, vedi articolo qui sotto): Igor è diventato davvero un fantasma. Non è più un fuggitivo, ma un latitante e spiegano con ottimismo gli inquirenti «se errori sono stati fatti, occorre guardare avanti: e prima o poi lo prenderemo»

La Nuova Ferrara