In congedo Piercarlo Baldizzone, il Carabiniere che sfidò i Khmer Rossi in Cambogia

«Paura? – ricorda il luogotenente – In quei momenti non puoi permettertela. Solo dopo ti rendi conto di quello che poteva essere». I civili scampati all’eccidio gli si inginocchiarono davanti, quasi fosse una divinità: aveva salvato loro vita rischiando la propria.

Anche in Bosnia ha compiuto un atto di coraggio. A Mostar, città martoriata dalla guerra, nel gennaio 2006 era scoppiato uno scontro armato sulla linea di confine tra croati e bosniaci. Baldizzone capeggiava il turno di servizio. Fece rientrare tutti i suoi uomini e da solo, con una macchina di servizio non protetta e coi lampeggianti in funzione percorse per quattro chilometri la linea di fuoco che separava le due fazioni.

Forse ammirati o forse solo stupiti, i miliziani non spararono un colpo e non ci furono altri combattimenti. Come spesso accade, Baldizzone, a parte gli attestati di stima ricevuti sul campo, non ha encomi o crest da esibire. Ma forse lui preferisce così, da piemontese discreto che preferisce i fatti alle parole.

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Il Secolo XIX