Alice, la bimba italiana malata di leucemia: “Ci hanno detto che non è curabile, ma non deve morire”

Alice, la bimba italiana malata di leucemia: “Ci hanno detto che non è curabile, ma non deve morire”

Alice ha gli occhi azzurri e i capelli biondi. Alice ride, gioca e corre. Sembra voler ricordare a tutti che no, non vuole affatto morire a ventidue mesi. Valentina Flore, sua madre, ci racconta che “è una bambina iperattiva, sta bene. Ora le stanno ricrescendo i capelli e nessuno direbbe, vedendola oggi, che ha la malattia”.

Alice vive a Cuglieri, in provincia di Oristano, con i genitori Valentina e Stefano e il fratellino di sei anni, Alessio. Appena prima di compiere un anno, si è ammalata di leucemia mieloide acuta, una forma tumorale rara. E’ stata sottoposta a vari cicli di chemioterapia e al trapianto di midollo nel gennaio del 2017, ma poco tempo dopo è stata colpita da recidiva della stessa malattia.

“Alice non deve morire”, ripete al telefono mamma Valentina mentre racconta la storia della piccola: “Ci siamo trovati ad affrontare una prova molto grande. Mai avremmo pensato che una piccola creatura di 11 mesi potesse sopportare una prova così difficile.

Il 19 agosto inizia il nostro viaggio… in quel periodo il suo accrescimento non è nella norma, Alice viene sottoposta a un prelievo e, dopo un’ora circa, la chiamata dal laboratorio analisi: devo recarmi immediatamente all’ospedale con Alice perché i valori dell’emocromo sono molto bassi (3.4 di emoglobina e 11.000 piastrine). Devono intervenire subito. E’ molto urgente. L’ambulanza ci trasferisce all’ospedale pediatrico Microcitemico di Cagliari per una trasfusione immediata di sangue e piastrine. Seguono controlli più accurati e il prelievo di midollo”.

Una settimana dopo arriva la doccia fredda. “Alice è affetta da leucemia mieloide acuta M07 e, oltretutto, presenta una traslocazione che indicava la necessità di trapianto. Inizia l’inferno, mille paure e mille pensieri negativi mi attraversano. Poi il suo primo ciclo di chemio e la paura ci incatena. Alice si dimostra da subito una guerriera, affronta tutto con serenità e sempre con il sorriso.

Mi sento relativamente serena, ho fiducia, i suoi occhi mi parlano, dicono che ce la faremo. La vita all’interno dell’ospedale non è delle migliori, come facilmente si può immaginare, anche se il personale è affettuoso e sempre disponibile. Trascorriamo le giornate a inventarci giochi nuovi e affrontiamo, sempre con serenità, altri tre cicli di chemio e Alice li affronta con ancora più grinta del primo. Il 4 gennaio ci trasferiamo al centro trapianti. Aumentano le paure ma le affrontiamo sempre con positività e serenità. Un altro ciclo viene affrontato da Alice nel migliore dei modi”.

Il 18 gennaio Alice ha un’infusione delle cellule staminali ricevute dalla mamma. “Un’altra forte emozione – racconta Valentina Flore – così diversa ma in fondo così simile a quella legata alla sua nascita. Purtroppo dopo cento giorni la brutta bestia è tornata. Alice è stata sottoposta ad altri due cicli di chemio che purtroppo non hanno dato i risultati sperati”.