Il Generale dei Carabinieri che combatte gli incendi: “Ecco chi sta mettendo a fuoco l’Italia”

I famigerati Dos (direttori opere di spegnimento) dovrebbero essere formati ed organizzati dalle Regioni che oggi, in taluni casi, sono quelle che alzano di più la voce per ritardi nell’attivazione delle squadre antincendio o per la mancata attivazione dei mezzi aerei. È vero, per completezza, che le stesse Regioni possono stipulare accordi di programma con il Corpo Forestale (ormai non più) e Vigili del Fuoco, ma la competenza e quindi la responsabilità è sempre e comunque loro. Loro è la gestione ed il governo delle foreste, loro è la titolarità degli interventi selvicolturali (che, se fatti per tempo ed a dovere, ridurrebbero di molto la possibilità di incendiare): non sfuggirà al lettore più attento che se non si gestisce il bosco, d’estate brucia e d’inverno favorisce il dissesto idrogeologico, altra piaga “emergenziale” dell’italica disciplina!

Quindi il primo ragionamento ci porta a dire che in questa Italia fatta di burocrazia e regole che si accavallano, chi ci rimette sono i boschi! Ed arriviamo al punto saliente: cui prodest?

Proviamo a dare una risposta, anche se azzardata ma comunque plausibile. Fino alla scorsa estate, i Forestali, in virtù delle convenzioni con le Regioni e per la loro capillarità territoriale, avevano una capacità di intervento assai rapida, evitando il propagarsi delle fiamme in maniera indisturbata: ovviamente non erano attivi dal punto di vista dello spegnimento, ma la professionalità e la tempestiva attivazione consentiva una gestione dell’incendio, in buona parte dei casi, che se non lo annientava, ne riduceva di gran lunga gli effetti.

Con la riforma Madia, come è noto, tale competenza (che non era del Corpo Forestale, ma delle Regioni) è passata ai Vigili del Fuoco e gli ex Forestali transitati nell’Arma dei Carabinieri si sono occupati esclusivamente di svolgere indagini, repertare e monitorare le aree percorse dal fuoco. Questo fatto non è sicuramente sfuggito a chi con gli incendi boschivi ci “campa”, a partire dalla criminalità (è ovvio che l’autocombustione in Italia non è invocabile, così come i casi di colpa sono sempre di meno) fino a coloro che, seppur per diversi motivi, auspicano stagioni calde e torride, ventose e poco umide, al fine di agevolare il loro criminoso compito di liberarsi di quegli “stupidi ed inutili” alberi!