Spugne fritte, raffica di avvistamenti in tutta Genova: i cittadini si organizzano dal basso

Gli avvistamenti. Ultimamente altri bocconi letali sono stati trovati (e rimossi da cittadini volontari) davanti all’ingresso di villa Bombrini, a Cornigliano (il 13 luglio), a Prà, in via Ratto (il 14 luglio), dove si trovano anche delle telecamere di sorveglianza che potrebbero tornare utili se sarà aperta un’inchiesta (è stata già sporta denuncia contro ignoti e la spugna è stata consegnata alle autorità). L’11 luglio una spugna era stata trovata in via Brigata Salerno, a Sturla. Il 5 ai giardini Foltzer, a Certosa. Un paio di giorni fa, altri avvistamenti: alla Torretta di Quezzi.

L’auto-organizzazione parte dal basso. Da Stefano Weiss, uno degli animatori/membri della pagina Facebook “Segnalazioni bocconi avvelenati a Genova e provincia” la proposta di creare un “esercito” di sentinelle anti-spugne: “Mi sembra che il fenomeno dei bocconi avvelenati si stia ingigantendo, purtroppo le forze dell’ordine fanno poco/nulla. Non possiamo stare a guardare impotenti senza fare nulla”. E quindi: “Ronde. Di sera/notte. Quartiere per quartiere. A spot ma che si sappia che ci sono. Queste larve umane avvelenano perché sanno che con la legge rischiano poco. Ma essendo dei rinomati codardi se sanno che in giro c’è gente che controlla, allora sono sicuro che avrebbero paura. Per me unica soluzione”.