“Così l’esercito può bloccare in pochi giorni le Ong e lo sbarco di migranti”

Il generale non nasconde che tra le fila dell’esercito ci sia insofferenza rispetto a quanto sta facendo il governo in tema di immigrazione. “I colleghi e i vecchi collaboratori con i quali sono in contatto – dice a Libero – manifestano la stessa rabbia che alimenta, penso, la maggior parte dei cittadini. Del resto, come si fa ad avere fiducia nelle istituzioni quando l’immigrato irregolare che pochi giorni fa a Milano ha accoltellato un poliziotto è stato scarcerato, anche se poi espulso? E magari tornerà. Ed è facile immaginare la frustrazione di chi sta giornalmente in strada per garantire la sicurezza dei cittadini”.

Non condivide invece l’idea di creare campi per migranti in Libia: “Stiamo spendendo soldi per un governo che deve ancora dimostrare di poter controllare il territorio – dice – lo stesso dove le varie tribù che si spartiscono il potere spesso fanno il doppio gioco e comunque non si potrebbe, per ragioni anche umanitarie, affidare proprio a loro la gestione di eventuali campi. Vanno invece organizzati e pagati in Tunisia e in Egitto, forse anche in Algeria a patto, mi riferisco all’Egitto, che si ricostruisca il rapporto diplomatico dopo la rottura del caso Regeni”.