Uova contaminate: in Belgio senza controlli dal 2016. “Troppi segreti industriali, poche verifiche”

Sul caso è intervenuto anche il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, sulle pagine di Repubblica. “È da mesi che questa patata bollente gira e la verità è che non ci sono autorità competenti per fermare la diffusione delle uova contaminate – scrive Petrini – . Assistiamo a due governi dell’Ue che si rimpallano le accuse, mentre le nostre autorità cercano di rassicurare, anche se nessuno sa esattamente quale sia la deambulazione della merce da uno Stato all’altro. Se questo è il libero mercato, non possiamo non dire che applicato all’alimentare sia un vero disastro”.

Lo scandalo delle uova “sta dimostrando tutti i limiti e le distorsioni del sistema”, dice Petrini, secondo cui si tratta della “estrema conseguenza di una produzione intensiva affidata a logiche industriali che non guardano affatto alla qualità, ma solo alla quantità”.

“Il caso delle uova contaminate è la dimostrazione di come siano trattate diversamente le produzioni agricole di massa, quelle delle multinazionali che stanno dentro ai grandi accordi internazionali, a cui si permette tutto per poi scoprire che sono meno sicure dell’agricoltura di scala, a cui invece vengono imposte regole sanitarie iperigienistiche e coercitive”, sottolinea Petrini, che si dice “esterrefatto per come l’Unione europea ha portato avanti caparbiamente quest’apertura al mercato”.