“Come ti uccido il cane”: dopo le spugne fritte, il topicida: muore cucciolo di 5 mesi

GENOVA – Si chiamava Pelù e aveva 5 mesi. È morto per aver mangiato delle bustine di topicida nella zona del Molo. Pare che il veleno sia stato sistemato da un commerciante stanco dell’invasione della popolazione murina in netto aumento, che sta colonizzando i vicoli insieme agli scarafaggi, come accadde lo scorso anno. Gli interventi comunali e quelli (obbligatori) dei proprietari dei palazzi, evidentemente non bastano e c’è chi decide di fare da sé, senza però osservare le misure di sicurezza necessarie a evitare che ci vadano di mezzo gli animali domestici e, potenzialmente, anche i bambini.

Da GenovaQuotidiana.com – Al Molo alcuni cittadini si sono premurati di togliere tutte le bustine blu di topicida che erano state sistemate tra Porto Antico e via del Molo. Il cucciolo Pelù è morto tra atroci sofferente e ora nella zona s’è aperta la “caccia all’uomo”, così come in tutte le aree della città dove spugne fritte (che si gonfiano nello stomaco dei cani fino a farli morire) e bocconi avvelenati stanno dilagando. Così come i gruppi Facebook di sorveglianza, comporti da proprietari di cani che si scambiano informazioni. Esiste anche un gruppo Facebook dedicato alle segnalazioni. Le ultime arrivano da Villa Scassi, a Sampiedarena.
C’è il rischio che prima o poi qualcuno di quelli che sistemano le esche per dabbenaggine (per contrastare l’invasione di topi o scarafaggi) o per pura cattiveria (come nel caso dei bocconi avvelenati e delle spugne fritte) venga trovato prima dai proprietari degli animali morti che dalle forze di polizia.

Il cartello della foto (trovato a San Teodoro) parla molto chiaro. C’è il rischio che qualcuno si faccia giustizia da sé se il fenomeno non verrà interrotto grazie a controlli delle forze dell’ordine. In alcune zone sono state anche organizzate delle ronde.
Chi sistema i bocconi o il veleno, tra l’altro rischia grosso. Il maltrattamento di animali, in diritto penale,

è il reato previsto dall’art. 544-ter del codice penale ai sensi del quale: “1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale.”