L’elogio della stampa Usa ai militari italiani. «Sono i poliziotti d’Europa»

«Ho sempre sostenuto che il criterio puramente finanziario, di budget, per giudicare un contributo militare è riduttivo e fuorviante – commenta il generale Vincenzo Camporini, ex capo di Stato maggiore della Difesa e ora vicepresidente dell’Istituto affari internazionali -. Molto dipende da come si spende. In termini di impegno siamo inferiori solo agli americani». L’articolo di politico.eu sostiene anche che mentre molti governi europei inseriscono tutto ciò che possono nelle spese Nato per arrivare il più possibile vicini al 2%, Roma cerca di evitarlo per non allarmare l’elettorato di centrosinistra.

«Viviamo in un Paese che vede le spese militari come il fumo negli occhi – spiega Camporini -. Ma devo dire che, sulla mia personale esperienza, i governi di centrosinistra sono sempre stati più propensi a spendere per la difesa di quelli di centrodestra. Non credo a una dissimulazione voluta. Il conteggio reale delle spese militari non è agevole. Per esempio i carabinieri: dipendono dal ministero della Difesa ma lavorano molto per l’ordine pubblico alle dipendenze del ministero degli Interni. Quanta spesa che li riguarda devo mettere nel budget della difesa?».

L’articolo di politico.eu, pur senza dirlo apertamente, lascia capire che siamo anche bravi, che certi giudizi del passato vanno superati. «E’ vero, siamo bravi – conclude Camporini -. Ma operiamo anche scelte tutte mirate a quel tipo di missioni, conflitti a bassissima intensità in ambiente permissivo. Se abbiamo mille euro, li spendiamo lì. Ma se dovessimo essere chiamati ad altri impegni, più gravosi, forse non saremmo altrettanto efficienti».

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