Giuseppina Fattori: “Voglio morire qui”, la battaglia di una terremotata di 95 anni

Le figlie dell’anziana avevano tentato di portare la madre con loro, prima a Castelfidardo e poi a Civitanova.

”Ma una volta che era sola in casa ha chiamato un parente e si è fatta riportare a Fiastra”, hanno raccontato.

Pur di rimanere vicino alla sua prima casa la donna aveva scelto di vivere nel container che avevano acquistato dopo il terremoto del 1997, dove però mancavano alcuni servizi essenziali: acqua, luce e un bagno.

Per questo le figlie avevano deciso di farle costruire una casetta in legno, di circa 70 metri quadri, nel terreno edificabile lì di fianco alla casa familiare, ma senza la concessione edilizia.

Ora il sindaco ha emesso un’ordinanza per fermare il cantiere abusivo, ma “nonna Peppina” continua a chiedere di poter rimanere lì, dove ha vissuto per 75 anni insieme al marito: ”In questa casetta non ho le mie cose, non trovo più niente. Ma almeno sono qui”, ha detto l’anziana.

“Mi sento morire se penso di dover andare via, e dove poi? Non c’è un altro posto per me. In questa casetta non sento nemmeno più le scosse, mi sento sicura. Io voglio morire qui”, ha concluso.