L’amico smentisce Lucio. Mi ha detto: “Uccido Noemi o mi ammazzo”

In attesa dei risultati dell’autopsia sul corpo di Noemi Durini che dovrebbero arrivare in giornata emergono nuovi e sempre più inquietanti dettagli su Lucio Marzo, l’assassino reo confesso. Dopo la lettera scritta dal ragazzo a Noemi un anno fa circa in cui emergono tratti della personalità problematici (“fumavo un sacco di marjuana e la spacciavo ovunque”) e una verità diversa da quella che sostiene ora davanti ai giudici (“I miei mi fanno impazzire, ma appena ho 18 anni ti sposerò”) arrivano le parole di un amico che smentisce Lucio e getta una nuova luce sulla vicenda.

“Era molto arrabbiato – ha detto il testimone agli inquirenti – piangeva e urlava in dialetto: ‘O mi uccido o vado a ucciderla’”. Un dettaglio che fa capire come l’idea dell’omicidio fosse già nella testa del ragazzo e non sarebbe stata, come sostenuto anche dai suoi legali, un raptus dovuto alla rabbia del momento. L’idea che l’accusa sta portando avanti è quella di un omicidio premeditato e questa testimonianza potrebbe risultare decisiva in tal senso.