Torino taglia i fondi per i cani della Polizia Municipale. Gli agenti dovranno provvedere da soli

LA PROTESTA
Nel 2017 è stato cancellato. I cinque agenti semplicemente non se lo sono più visti accreditare sullo stipendio. Quando hanno chiesto spiegazioni è stato risposto che non era più possibile. Il sindacato autonomo Csa, seconda forza per numero di iscritti tra i lavoratori di Palazzo Civico, protesta: «Tralasciando se tutto ciò sia legale, non sarebbe stato corretto avvisare che gli accordi non sono più validi? E adesso, il lavoro di dog sitter oltre le ore di servizio è volontariato e quindi non retribuito?». Pare di sì, visto che finora non è stata trovata una soluzione: i vigili non vengono pagati (se non un piccolo contributo per le crocchette) né il Comune ha avviato una convenzione con una struttura in cui alloggiare i cani.

Nel frattempo un cane si è ammalato di tumore. Gli hanno dovuto amputare una zampa. L’agente che l’hacon sé sostiene che sia in grado di superare le prove di idoneità e riprendere il servizio anche con tre zampe. Ma in Comune non ne vogliono sapere. Gli hanno inviato una lettera: «Il cane non può più essere adibito al servizio per cui era destinato». Va rottamato.

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