Maria Geusa, violentata e uccisa a due anni dall’amante della mamma

Maria, violentata e uccisa a due anni dall’amante della madre

Maria Geusa, due anni e sei mesi, è stata uccisa dall’imprenditore Giorgio Giorni al culmine di un brutale episodio di violenza sessuale. La bambina era stata affidata all’uomo dalla madre, Tiziana Deserto, condannata per concorso anomalo in omicidio. Dopo la tragedia, Massimo Geusa, padre della piccola, ha continuato a rimanere accanto alla moglie.

Lunedì 5 aprile 2004, Città di Castello. Al pronto soccorso del grande ospedale che, per la sua caratteristica posizione a cavallo tra Marche e Umbria cura centinaia di pazienti, c’è un concitato viavai di camici bianchi. È da poco passata l’una, ma nessuno si è sognato di allontanarsi neanche solo un istante dal caso più urgente e importante di tutto il reparto. È una bambina di due anni dai capelli castano scuro e gli occhi grandi, occhi che medici e infermieri hanno visto già spenti di vita perché, quando è stata deposta su quella barella come un bambolotto, il cervello di Maria Geusa si era già fermato. Dopo le 13 e 30 si sentono urla e lamenti di donna. È arrivata la madre.

La piccola Maria
“Che hanno fatto alla mia bambina?” urla, “Perché non è capitato a me!”. Inservienti e pazienti che assistono alla scena capiscono a malapena quello che sta succedendo. Poco prima è stata ricoverata una bimba gravissima, la mamma arriva solo ora. Il padre? Non è stato rintracciato. Allora chi è quel signore con i capelli rossi e l’espressione irritata, che passeggia nel corridoio? Quell’uomo coi capelli color rame che dimostra più dei suoi 32 anni è Giorgio Giorni, imprenditore edile di San Sepolcro, uno dei ‘notabili’ della cittadina toscana.