Estrae il coltello: «Voglio i miei soldi». ​E l’imprenditore gli spara in azienda

Nonostante il sangue che usciva e impregnava il sedile è riuscito a percorrere quasi un chilometro, fino all’area di servizio dove a fine turno di lavoro era solito andare a bere l’aperitivo. Nel locale l’hanno visto arrivare barcollando. È riuscito a biascicare poche parole, poi è crollato. Ora è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Padova.

In meno di dieci minuti i carabinieri sono arrivati a Benedetto Allia. L’hanno trovato ancora nel suo capannone. A terra i segni di trascinamento del cadavere. Un cadavere sottoposto all’esame del professore Massimo Montisci. Dopo un pomeriggio di interrogatori, dopo aver sentito una decina di persone, dopo aver messo alle strette il giovane rampollo siciliano, i carabinieri hanno fatto scattare l’arresto per omicidio e tentato omicidio.

Tuttavia, c’è ancora molto da chiarire. C’è un’azienda che ha cambiato tre sedi in due anni e che conserva ancora legami con la Sicilia, c’è un groviglio di società che fanno capo a padre e figlio. E c’è un passato che ora incombe con tutto il suo carico di sangue.

Il Mattino di Padova