Lavoro e alloggio per 75mila profughi: il piano del governo

Case e lavoro. Gli obiettivi in materia di impiego sono due: «Creare un’offerta formativa per accedere alle politiche attive del lavoro sin dalla minore età», ma anche «promuovere strumenti quali il tirocinio di formazione e orientamento e l’apprendistato, con una particolare attenzione alle categorie vulnerabili e alle donne». È pianificato il sostegno alla creazione d’impresa, all’autoimpiego (poiché i titolari di protezione riscontrano difficoltà di accesso al credito per l’impossibilità di fornire adeguate garanzie) e al concreto inserimento nel settore lavorativo». Per quanto riguarda gli alloggi sarà esteso «l’accesso alle possibili soluzioni abitative, rendendo territorialmente omogenea l’erogazione di servizi» e si «creeranno le condizioni perché i piani per l’emergenza abitativa regionali o locali prevedano percorsi di accompagnamento per i titolari di protezione in uscita dall’accoglienza, verificando anche la possibilità di includerli negli interventi di edilizia popolare e di sostegno alla locazione». Nelle ultime fasi dell’accoglienza si devono «favorire iniziative di coabitazione: affitti condivisi e i condomini solidali».

L’assistenza sanitaria. L’assistenza sanitaria è già garantita a chi richiede asilo e queste persone dovranno essere inserite nella «fascia di popolazione più vulnerabile con particolare riferimento a salute mentale e disabilità, minori, donne, mutilazioni genitali femminili, violenza di genere». Massima attenzione dovrà esserci per il «potenziamento delle attività di prevenzione con particolare riferimento a vaccinazioni, screening e tutela della salute materno-infantile».

Corriere.it