La vendetta è servita con 7 spari. Violentò due sorelline: giustiziato

Per i carabinieri e la polizia di stato è scattata subito la caccia all’omicida. Gli inquirenti – coordinati dal magistrato Nicola Rossato della Procura di Busto Arsizio – hanno indagato a tutto campo per l’intera giornata ed è prevedibile che presto si possa concretizzare la svolta. La pista più battuta è appunto quella di una vendetta maturata in ambito familiare, ma c’è anche una seconda ipotesi. Tirino potrebbe essere stato ucciso anche per ragioni legate al traffico di droga, gestito sull’asse Legnano-Varesina da gruppi criminali albanesi ed italiani vicini all’Ndrangheta.

Nel 2009 infatti un’inchiesta della Dda milanese smantellò la “cupola” di un clan dedito a racket, spaccio, usura e atti intimidatori guidato dall’allora boss di Legnano Vincenzo Rispoli. Il nome di Gennaro Tirino era saltato fuori anche durante questa indagine e forse qualcuno, in quell’ambiente criminale a cui non era estraneo, ha voluto fargli pagare qualche torto. Dalle testimonianze raccolte è stato accertato che ieri alle 8,15 era arrivato in via XX Settembre al volante di un Bmw bianca. Era entrato al bar Pepe per fare colazione prima di recarsi sul posto di lavoro. Con lui c’erano altri due uomini che poi si erano allontanati: entrambi sono stati ascoltatati dagli investigatori e sono risultati estranei all’omicidio. Poi era uscito e qui avrebbe incontrato il suo assassino. Tra i due è scoppiata una lite molto violenta. E poco dopo si sono sentiti gli spari.

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