“Dilagano le banconote false: dove posso cambiarle?”

Una volta che il dipendente della banca ha ritirato la banconota falsa, rilascia al possessore una copia della stessa e un verbale. I soldi vengono quindi trasmessi al Nac della Banca d’Italia (Nucleo di analisi per le banconote sospette di falsità). Se il Nac conferma la contraffazione, il possessore ha definitivamente perso per sempre l’importo della banconota e non otterrà alcun risarcimento. Se invece il Nac dovesse ritenere che la banconota è autentica, rimborsa l’importo al possessore inviandogli un vaglia cambiario.

La disciplina che regolamenta la gestione dei soldi falsi è contenuta in un provvedimento del 2008 a firma del Governatore della Banca d’Italia [1]. Esso impone l’obbligo, per le banche, di ritirare le banconote false o sospettate di falsità, nonché di consegnarle alle autorità.

A questo punto, visto che il rischio di avere soldi falsi ricade su chi non li sa riconoscere è meglio sempre sottoporre ad attento vaglio le banconote ricevute secondo le tecniche che abbiamo già illustrato in Come riconoscere i soldi falsi.

Completamente diverso è il discorso in presenza di banconote che presentano alterazioni come scritte. In questo caso è possibile ottenerne la sostituzione solo a condizione che:

il possessore non sia l’artefice delle scritte (deve cioè essere in buona fede);
i danneggiamenti sono di modeste dimensioni (piccole scritte, numeri o annotazioni a penna) rispetto alla dimensione della carta.
In tali casi la banconota deve essere portata presso una filiale della Banca d’Italia. Il dipendente allo sportello valuterà l’entità delle scritte e potrà in tal caso decidere se cambiare le banconote o meno. Il giudizio è discrezionale.

LA LEGGE PER TUTTI