Sequestro confermato per villa e ippodromo della famiglia Rom

In questo caso, le indagini portate avanti dagli investigatori del Nucleo di polizia tributaria, avrebbero accertato che i 5 destinatari del provvedimento di sequestro non avrebbero fonti di reddito tali da giustificare i beni in loro possesso. Che sarebbero perciò stati acquistati con denaro di provenienza illecita, frutto diretto dell’attività criminale. Fatto sta che, forte delle prove acquisite dai finanzieri, la procura di Pistoia aveva chiesto e ottenuto dal tribunale l’emissione della misura di prevenzione patrimoniale. Qualora i destinatari del provvedimento non fossero in grado di dimostrare che i beni sequestrati sono stati acquistati con denaro guadagnato lecitamente, il sequestro si tramuterebbe in confisca.

Ieri, nonostante il no al dissequestro, gli avvocati hanno ottenuto che il prossimo marzo il tribunale ascolti alcuni

loro testimoni: l’intento è quello di dimostrare che non vi è collegamento fra i beni del capostipite della famiglia, Vi.L., ritenuto appunto delinquente abituale, e quelli della moglie e dei tre figli, tutti indifferentemente messi sotto sequestro. (m.d.)

IL TIRRENO