Se il cane sta male il padrone ha diritto a due giorni di permesso retribuito

Se il cane sta male il padrone ha diritto a due giorni di permesso retribuito

Per la prima volta in Italia, grazie all’associazione ambientalista LAV, è stato riconosciuto il diritto del dipendente al permesso retribuito dal lavoro per curare il proprio cane. Un precedente da utilizzare in caso ci sia la necessità di un intervento veterinario

Il suo cane stava molto male e aveva bisogno di un intervento medico veterinario urgente. Una dipendente pubblica, single, non avendo alternative e per stare vicino al quattrozampe, aveva chiesto senza successo al suo datore di lavoro – un’università romana – il riconoscimento del permesso retribuito di due giorni di assenza. Diritto che in un primo tempo non le era stata accordato e solo successivamente, grazie al supporto tecnico-giuridico offertole dalla Lav, è stato riconosciuto.

La non cura di un animale di proprietà integra, infatti, secondo la Giurisprudenza, il reato di maltrattamento degli animali previsto dal Codice penale. Non solo ma vige il reato di abbandono di animale, come previsto dalla prima parte dell’articolo 727 del Codice penale.

E’ evidente quindi che non poter prestare, far prestare da un medico veterinario cure o accertamenti indifferibili all’animale, come in questo caso, rappresentava chiaramente un grave motivo personale e di famiglia, visto che la signora vive da sola e non aveva alternative per il trasporto e la necessaria assistenza al cane.