Pensioni, Pier Carlo Padoan ci vuole morti presto

Pensioni, Pier Carlo Padoan ci vuole morti presto

Gli italiani sono troppo longevi. È questo, al di là delle questioni tecniche sugli anticipi, gli adeguamenti, i cumuli e le soglie, il vero problema del sistema pensionistico italiano. A dirlo fuori dai denti, mentre candidamente annunciava che il taglio dell’Irpef lo farà forse il prossimo governo, è stato ieri Pier Carlo Padoan, replicando alle critiche piovute sulla manovrina. Il ministro dell’Economia ha provato a confondere un po’ le acque, inserendo nella legge di bilancio alcune norme per agevolare l’ anticipo delle donne (Ape rosa) e estendere il beneficio anche ai lavoratori saltuari che abbiano cumulato almeno 18 mesi di contratti di lavoro negli ultimi tre anni.

Specchietti che non hanno ingannato i sindacati, convinti che il governo dovesse affrontare in manovra, almeno in maniera parziale per alcune categorie, il problema dell’ aumento dell’ età pensionabile a 67 anni che scatterà dal 2019 in base all’adeguamento con le aspettative di vita. Sulla questione le sigle avevano ricevuto un mezzo impegno da parte del ministro del Lavoro Giuliano Poletti,che da mesi continuava a far slittare la decisione, sostenendo di voler aspettare le tabelle Istat sull’allungamento di vita degli italiani, finché ieri mattina, ancor prima del Consiglio dei ministri, non ha vuotato il sacco: «La previdenza non è una priorità della manovra».

Parole poi confermate dal premier Paolo Gentiloni e dallo stesso testo approvato dal governo, in cui non c’è traccia di interventi sull’età minima per ottenere l’assegno di vecchiaia. «Il governo aveva firmato con noi un accordo nel quale si affrontava il tema dell’età pensionabile e della differenza dell’aspettativa di vita che c’è anche in ragione dei lavori che si fanno e del tipo di attività professionale. L’aspettativa di vita non è una media uguale per tutti e quindi non può essere affrontata in questo modo. Siamo in esplicita violazione degli accordi che erano stati fatti sia sul tema dell’ aspettativa di vita sia sul tema della pensione di garanzia per i giovani», ha tuonato la segretaria della Cgil Susanna Camusso, seguita a ruota da tutti gli altri leader sindacali.