Sesso non protetto, boom di malattie: la sifilide torna a preoccupare gli amanti

“In Europa, dalla metà degli anni ’90, alcune malattie sessualmente trasmesse hanno trovato terreno fertile per espandersi, dopo un decennio di declino dei trend epidemiologici, soprattutto nelle grandi metropoli e in alcuni gruppi di popolazione maggiormente a rischio (ad esempio, i maschi omosessuali)”, spiega Antonio Cristaudo, presidente del 56esimo Congresso Adoi. “Negli ultimi anni, poi, questa crescita è stata amplificata dalla facilità degli incontri sessuali occasionali dovuta all’utilizzo di Internet e delle App”.

“Qualsiasi rapporto vaginale, anale e orale non protetto tra partner non monogami è potenzialmente pericoloso – avverte lo specialista – Stiamo assistendo anche a una minore percezione del rischio Hiv da parte della popolazione over 50 e anziana, che riceve una diagnosi tardiva nei centri clinici come il nostro nel 63% dei casi (contro il 47% dei più giovani) e con segni di infezione avanzata”.

Le ragioni? “Mancanza di consapevolezza – elenca Cristaudo – sottostima del rischio, carenza di campagne di sensibilizzazione ad hoc su queste fasce trascurate della popolazione sessualmente attiva. Questo nonostante il beneficio dato dal trattamento precoce delle persone con l’infezione, che limita molto la diffusione del virus ad altri soggetti e cronicizza la malattia. In totale sono 30 mila i nuovi casi ogni anno in Europa e circa 3.500 in Italia, e il trend non accenna a diminuire soprattutto in alcuni gruppi ad alto rischio sessuale”.