Trovato morto il generale Guido Conti: sue alcune tra le inchieste più importanti in Italia

Morto Guido Conti. Gli inquirenti avrebbero ritrovate alcune lettere indirizzate ai propri cari. Avrebbe rivelato di essersi dimesso da Total, multinazionale che lo aveva assunto da poco

Trovato morto il generale Guido Conti: sue alcune tra le inchieste più importanti in Italia

SULMONA – Dolore e sconcerto per il ritrovamento del corpo di Guido Conti, Generale del Corpo Forestale dello Stato prima, Generale dell’Arma dei Carabinieri dopo l’assorbimento voluto dal Governo Renzi.

Guido Conti è è stato trovato morto l’altra sera nella propria auto. Si ipotizza il suicidio. Un vero e proprio colpo al cuore per colleghi e cittadini. Era molto amato infatti il generale, ma talvolta anche criticato, come normale per una figura pubblica del suo spessore. Il Generale aveva 58 anni ed era originario di Sulmona. Proveniente da una famiglia legatissima alla storia del Corpo Forestale dello Stato, nel 2008 era stato nominati Commendatore della Repubblica per meriti speciali.

Premiato numerose volte in carriera, insignito del premio Ambiente e Legalità assegnato dall’Associazione Legambiente. Conti aveva annunciato da poco il suo congedo dall’Arma per passare a Total, multinazionale che lo aveva assunto come dirigente e dalla quale – si è saputo poco fa – si sarebbe dimesso poco prima dell’accaduto.

 

Non solo un lavoro, ma una vera e propria missione la sua
A dimostrarlo una complessa e pesante indagine sulla discarica Bussi, la più grande d’Europa, un vero e proprio centro dei veleni, e culminata in un lungo processo che ha portato a condanna per reati ambientali alcuni tra i più noti dirigenti di Montedison. Ma ancora, all’attivo un’inchiesta sul G8 dell’Aquila, sulla Thyssenkrupp di Terni, il traffico di rifiuti nel Centro Italia.

Il Generale era scomparso da ore A dare l’allarme la sorella Silvia Conti, Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato e comandante a Pescara.

Il corpo oramai senza vita è stato trovato a pochi metri dalla sua auto nella zona di Pacentro, in provincia dell’Aquila.

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Secondo quanto riportato dal Quotidiano Online Umbria24, poco dopo le 9 del mattino, Conti sarebbe uscito di casa per recarsi in una tabaccheria, dove avrebbe comprato alcune buste, fogli e francobolli. Gli inquirenti avrebbero ritrovato però due sole lettere, una indirizzata alla sorella e una alla famiglia. La terza sarebbe stata spedita via posta. Non è chiaro se le lettere siano state scritte in auto o in altro luogo.
Poi, il colpo autoinferto, a pochi passi dalla sua auto.

A ritrovare il corpo, alcuni ex colleghi forestali.

Come riportano diverse fonti giornalistiche, negli ultimi tempi Conti era apparso preoccupato. Noto per la sua ampia attività su Facebook, aveva di recente oscurato il suo profilo.

Il dirigente era balzato alle cronache anche per la posizione assunta nei confronti della sciagurata scelta di assorbire tra le fila dell’Arma il corpo Forestale dello Stato. Si era infatti esposto pubblicamente in più di una occasione, suscitando ammirazione tra i propri uomini ma anche tra i comuni cittadini. In queste ore ha ripreso a circolare in rete un suo vecchio scritto destinato a Matteo Renzi

Sig. Presidente del Consiglio,
Noi siamo il Corpo forestale dello Stato

Mio Padre era un Ispettore Generale del Corpo Forestale dello Stato. Ed ha dedicato 40 anni della propria vita al CFS. Trasmettendo a me nessuna ricchezza. Ma un testimone morale. Fatto di passione, rettitudine, amore per la natura e il Corpo che la difende. All’epoca ha rimboschito, piantato e fatto piantare milioni di alberi. Srotolava tutto contento progetti su progetti di rimboschimenti di montagne brulle e arse in ufficio e a casa sul tavolo in tinello. Resuscitandole a nuova vita. Ricordo l’energia e l’attenzione che poneva nel percorrere, ispezionare, consigliare, dettare, manco fosse roba Sua. Ma poi capii che lo era. Anche Sua. Nostra. Compresi li osservando, il concetto di Bene Comune. E di sacralita’ del lavoro. Migliaia gli operai impiegati nei cantieri a far buche in montagna. A rinverdire sistemare proteggere. Ero ragazzino, e un giorno mentre eravamo nella faggeta di Val Fondillo in Abruzzo mi permisi di chiedergli come mai andava poco… a messa. Avevo 10 anni. Stette un istante, mi guardo’ sorridendo che ancor mi pare di vederlo, poi serio aggiunse: “Io Nostro Signore lo incontro qui. Queste sono colonne, e guardo’ gli alberi, di una cattedrale talmente potente che mai nessun essere umano potra’ edificare.” Si giro’, e proseguì il collaudo di quel bosco. Come se niente fosse. come se fosse normale, parlare cosi’, ad un ragazzino di dieci anni. Io ho continuato, umilmente, a percorrere le Sue orme. In quello stesso bosco ideale. Districandomi pero’ non tra selve, ma tra leggi, indagini, intercettazioni, fascicoli, che parlano di traffici di rifiuti pericolosissimi, di acque avvelenate, di corruzioni e tanta tanta fatica, per il bene di tutti quei bimbi, di quegli uomini e donne, che lottano ogni giorno contro malattie nuove, Oncologiche le chiamano, senza sapere come l’abbian contratte. Noi , Sig, Presidente, io e i miei soliti quattro gatti, crediamo di saperlo, come. Al sentire Ella, giorni fa decretare con animo lieto e, mi consenta, assoluta misconoscenza, lo scioglimento di una istituzione benemerita bisecolare e carica solo di DIGNITA’ , abnegazione ed efficienza, mio Padre è morto due volte. Ed insieme a lui decine di migliaia di uomini che nella nostra Missione, perche’ tale e’ lo spirito che ci anima, hanno creduto e credono. E questo non posso permetterlo. Senza battermi fino in fondo. Perche’ trionfino equilibrio e buon senso. Me lo chiedono la Sua memoria e la dignita’ di uomini e donne che hanno creduto e credono in quello che fanno. A volte fino al sacrificio della propria vita. Che fosse tra le fiamme o in conflitto a fuoco, a soccorrer sepolti tra le macerie o roteando spericolatamente sulle fiamme alte a bordo di mezzi aerei. Rifletta, Sig. Presidente, unitamente magari a qualche Suo cattivo consigliere. Perché tra l’altro Ella sta tagliando l’unica fdp con il bilancio…in pari. Che non costa nulla. E non ha debiti. Al contrario di infinite e voraci partecipate regionali e statali ad esempio, o dei tanti carrozzoni sacche di sperpero e sottopolitica. Noi non si fa questo mestiere… per un piatto di lenticchie. Ne viceversa per trenta denari. Non si fa per speranza di chissa’ qual premio. Ne per timor di punizioni. Si fa per INTIMO convincimento. Le cose buone non si gettano, soprattutto le poche rimaste. Si migliorano, si accudiscono e fortificano. A maggior lustro della Nazione, ed in amore e in difesa delle cose piu’ belle e sacre del Creato. E dei fratelli Italiani.
Io e i miei collaboratori Le auguriamo tutti di cuore buon lavoro. E migliori consigli.
Viva il Corpo Forestale. Viva l’Italia