Famiglia sterminata, confessa il Carabiniere: “Mi prendevano in giro, ero solo”

Una Strage familiare. Il dramma sarebbe stato causato da interessi patrimoniali dopo pesanti liti.

Famiglia sterminata, confessa il Carabiniere: “Mi prendevano in giro, ero solo”

L’uomo ha chiamato i colleghi dicendo: “Aiutami, ho ucciso mia sorella, mio cognato e mio padre,  ora mi uccido pure io, ho fatto una minchiata”

Questa la frase al telefono con i colleghi da parte dall’appuntato Raffaele Pesare, 53 anni, rivolta subito dopo aver ucciso papà Damiano, 85 anni, la sorella Maria Pasana, e il cognato Salvatore Bisci.

La strage si è verificata a Sava il 18 Novembre scorso.
“Sono a casa di mia sorella, li ho uccisi, li ho uccisi” al telefono con il collega.

A quel punto il vice brigadiere al centralino ha passato la chiamata al luogotenente che ha cercato di trattenere Pesare dal suicidio annunciato poco prima.

Poi il silenzio.

Dopo il delitto infatti il Pesare ha rivolto la pistola contro se stesso e ha fatto fuoco.

Ricoverato nell’ospedale di Bari in condizioni gravi ma non in pericolo di vita, il carabiniere è sopravvissuto.

Quindi piantonato e tratto in arresto.

Alla base del triplice omicidio, fin da subito si è pensato vi fossero dissidi per motivi economici legati alla proprietà di terreni di famiglia, che il padre utilizzava per la raccolta di olive.

Il Maresciallo incaricato ha chiesto al Pesare se il gesto fosse stato preceduto da un litigio, ma la risposta è stata negativa. Subito dopo, secondo l’edizione locale di Repubblica avrebbe raccontato: “no no mi hanno sempre preso in giro”.

 

 

Avrebbe poi proseguito, raccontando il fatto ad un Capitano dell’Arma intervenuto sul luogo “mi hanno reso la vita impossibile, mi hanno isolato, non ce la facevo più”.

La consorte del militare avrebbe confermato le ipotesi, spiegando che per tutto l’anno il Pesare aveva collaborato ai lavori agricoli nei terreni di proprietà del papà.

Ma quando avrebbe finalmente dovuto raccoglierne i frutti, i parenti avrebbero “provocato problemi”.

Questo sembrerebbe dunque essere l’unico dissapore di cui la moglie era a conoscenza.

Secondo gli investigatori, a scatenare la furia omicida del loro collega sarebbe stata la raccolta alla quale si dedicava alternandosi con suo cognato Salvatore Bisci.

 

 

In caserma, nel cassetto del carabiniere, i colleghi hanno trovato oltre al secondo caricatore d’ordinanza anche 33 proiettili calibro 9 posseduti illecitamente e sequestrati – si legge su repubblica

Secondo i primi rilievi, Pesare ha fatto fuoco una decina di volte, sparando da vicino e colpendo in punti vitali. Il carabiniere ha fatto fuoco contro la sorella per cinque volte.