Maltempo: Francesco, il poliziotto che ha sfidato la neve andando a lavorare con il trattore

Maltempo: poliziotto “sfida” la neve e va al lavoro con il trattore

Questa è la storia di Francesco Tozzi, risalente al 2012 ma che in un periodo gelido come questo, fa piacere ricordare.

Sono i primi giorni di Febbraio e l’Italia è nella morsa del gelo siberiano

Francesco Tozzi, assistente capo della Polizia di Stato di 48 anni, originario della provincia di Benevento

nonostante la bufera e il gelo abbattutisi in quei giorni sulla nostra nazione, non ha rinunciato ad andare a lavorare.

“La gente ha bisogno di me” continuava a ripetere.

Così, nonostante il suo paese ed i suoi mezzi fossero completamente ricoperti dalla nev, Francesco ha avuto l’idea di andare a lavorare… In trattore.

Un viaggio di 50 km e che lo ha impegnato per oltre 2 ore, quelli che dividono il paese di Reino, nel Sannio, dalla sede della Questura della città campana –

 

 

Non è stato poi così duro, il termometro segnava più o meno -2 ma ce l’ho fatta – spiegò Francesco a Panorama.it –

mi vergognavo un po’ a dire il vero, ma sapevo che gli abitanti di Benevento erano in emergenza maltempo e avevano bisogno anche del mio aiuto in Questura”.

Ma come mai Francesco possedeva un trattore?

La famiglia di mia moglie ha una piccola fattoria – racconta ancora a Panorama – e io ho chiesto se potevo prendere l’unico trattore a disposizione per andare a lavorare

– racconta Francesco – nei campi non era possibile andarci, era tutto bloccato da oltre un metro di neve. Così, l’ho preso e sono partito“.

Francesco, trent’anni di lavoro di servizio in polizia, due figli grandi e una moglie che quella mattina era rimasta in casa bloccata dalla tormenta di neve come i cittadini per i quali stava sfidando il ghiaccio.

 

 

Avevo sentito per telefono che molti miei colleghi anche di Benevento erano impossibilitati a raggiungere la Questura e che c’era davvero tanto bisogno del mio aiuto – continua a raccontare Francesco Tozzi 

non me la sono sentita di restare a casa e quando sono arrivato al centralino della sala operativa ho avuto la più grande delle gratificazioni: sono stato chiamato dal questore,

Salvatore La Porta che mi ha ringraziato, quasi non credendo a quello che ero riuscito a fare per raggiungere il mio posto di lavoro”.

Poi prosegue: ” Ma lo rifarei. Il mio lavoro è questo: al servizio degli altri”.