Nicola Cipriani, papà Carabiniere era intervenuto dove la figlia morì: ora parla ai ragazzi delle scuole

Nicola Cipriani, papà Carabiniere era intervenuto dove la figlia morì: ora parla ai ragazzi delle scuole

“Sicurezza stradale sui banchi di scuola”. È il titolo dell’incontro con gli studenti delle classi quarte che si è tenuto negli scorsi giorni all’istituto Marie Curie di Garda, dirigente scolastico Luigi Giuseppe Pizzighella, che l’ha organizzato con il Comune e il contributo di tanti volontari.

Sono intervenuti Oscar Gagliardo, come padre, sul tema “Sicurezza stradale e bullismo”

Il comandante della Polizia locale di Garda Ferdinando Pezzo sul “Codice della strada norme e statistiche”

Attilio Bellorio presidente dell’associazione volontari del Soccorso della Croce Bianca di Torri su “La comunicazione in caso di incidente stradale”.

Cruciali alcune testimonianze, in particolare quella dell’atleta Heros Marai che dopo un incidente in moto, ha partecipato nel 2014 alle Paralimpiadi di Atene e nel 2008 di Pechino nel 2008.

Infine sono intervenuti Francesco Milardi , Maggiore dei Carabinieri di Peschiera, assieme al luogotenente Nicola Cipriani, Comandante della Stazione di Pescantina

L’ultimo intervento, molto toccante, testimonianza diretta di un papà che ha perso la figlia

 

“Un carabiniere, un uomo e un papà…”

Nicola Cipriani infatti nel settembre 2014, a Pol di Pastrengo, ha vissuto una terribile esperienza intervenendo sul luogo di un incidente dove proprio sua figlia aveva perso la vita.

Il carabiniere era uscito per i rilievi di un incidente stradale e li ha scoperto tragicamente che la vittima era sua figlia Eleonora, uscita di strada con l’auto.

Seduta accanto alla ragazza c’era un’amica, che è rimasta illesa. È stata lei a chiamare i soccorsi.

Il destino ha voluto che proprio il papà si recasse per i rilievi sul posto, scoprendo così la morte della figlia.

Nicola in quel turno non doveva nemmeno esserci. Racconta il quotidiano l’Arena: “Quando arrivai dovetti constatare che in quell’ auto c’era mia figlia Eleonora, la maggiore, che aveva 26 anni. Aveva battuto il capo contro il guardrail. Non c’era più nulla da fare“. Si mise da parte.

 

 

“Quando la tirarono fuori la baciai”. Niente sulle cause.

A volte desidero pensare che ciò sia accaduto perché lei amava gli animali“. Il mattino seguente tornò sul posto: “Sentii un miagolio e trovai un micio appena nato. Mi parve di vedere nei suoi spaventati occhi blu mia figlia. Lo portai a casa ed è ancora con noi”.

Questa l’esperienza di papà e uomo alla quale è seguito l’appello del carabiniere: “Avete la vita davanti, non buttatela via per superficialità o disattenzione. Anche in moto è una delle prime cause degli incidenti. Vedo auto con lo specchietto retrovisore oscurato da ninnoli che riducono la visuale e la percezione del pericolo. Toglieteli!