Bollette a 28 giorni, ecco le regole sui rimborsi e sul ritorno del “mese”

Bollette a 28 giorni, ecco le regole sui rimborsi e sul ritorno del “mese”

L’Autorità ha emanato apposite linee guida.

Le linee guida, a quanto risulta, spiegano agli operatori come interpretare correttamente l’obbligo a fare una tariffazione “mensile”, come indicato dall’ultima Legge di Bilancio.
Significa – spiega Agcom – obbligo a rispettare il mese solare.

Gli operatori non possono insomma seguire una fatturazione a 30 giorni, come intendevano fare.

 

Avevano infatti tentato questa scappatoia per evitare il nuovo obbligo e così aumentare la frequenza delle fatturazioni. Ora l’ennesimo altolà di Agcom.

Il caso originale, alzato da Repubblica, aveva messo in luce come gli operatori puntassero a incassare una bolletta in più all’anno spostando la fatturazione da mensile a 28 giorni, un affare da un miliardo l’anno solo sulla rete fissa.

Veniamo ora al capitolo rimborsi.

L’Agcom, con una delibera del 24 marzo 2017, aveva dato 90 giorni alle società (in questo caso solo di telefonia fissa), cioè fino al 23 giugno, per passare alla fatturazione mensile.

LEGGI ANCHE: Agcom multa Tim, Vodafone, Wind e Fastweb per le bollette a 28 giorni

Gli operatori non l’hanno fatto e così il 19 dicembre l’Authority ha sanzionato Tim, Vodafone,

Wind Tre e Fastweb per il massimo consentito dalla legge, 1,16 milioni a società, diffidando le stesse a rimborsare gli utenti per gli importi in più fatti pagare dal 23 giugno,

specificando che «nella prima fattura emessa con cadenza mensile l’operatore è tenuto a comunicare con adeguato risalto che lo storno è avvenuto».

 

 

Le associazioni dei consumatori sono mobilitate per sostenere eventuali ricorsi contro i mancati rimborsi.

Gli utenti possono rivolgersi anche ai Corecom, le emanazioni territoriali dell’Agcom per le procedure di conciliazione.

Nel frattempo la legge, come detto, ha esteso l’obbligo della fatturazione mensile a tutte le bollette telefoniche (non solo quelle dei telefoni fissi) e ai servizi di pay tv,

prevedendo un rimborso forfettario di 50 euro a favore dei clienti da parte delle società che non si adegueranno entro il 4 aprile.