“Ho ucciso mio figlio ma non so come”, papà ammette. Poi arriva l’avvocato e tace

“Ho ucciso mio figlio ma non so come”, papà ammette. Poi arriva l’avvocato e tace

Lo porta a fare una passeggiata e strangola a mani nude il figlio. La confessione dell’uomo. Aveva perso il lavoro

Sarebbe stata la perdita del lavoro da saldatore, che aveva procurato qualche problema economico alla famiglia, e la forte depressione, con sbalzi d’umore, per cui si stava curando negli ultimi mesi.

Sono forse le premesse del delitto apparentemente inspiegabile commesso negli scorsi giorni a Cupramontana (Ancona)

Besart Imeri, 25 anni, macedone, disoccupato, è stato fermato e ha ammesso di avere ucciso il figlioletto Hamid, 5 anni, strozzato o soffocato davanti casa sul sedile posteriore della sua Toyota Yaris.

 

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Lo stesso bambino al quale aveva dedicato un profilo Facebook aperto da una foto insieme durante la festa di compleanno di Hamid.

Per gli inquirenti, la sua vita sarebbe stata portata via poco dopo essere salito in auto.

Come se il padre, il 26enne macedone Besart Imeri, fosse uscito proprio con l’intenzione di ucciderlo. È con l’ipotesi di omicidio volontario aggravato dal legame di parentela che lo straniero si trova da ieri mattina all’alba recluso nel carcere di Montacuto.

C’è finito al termine di un interrogatorio iniziato la sera di giovedì e terminato il giorno dopo.

L’uomo è entrato nella caserma locale dei carabinieri come persona informata sui fatti ed è uscito come il solo indagato per la morte di suo figlio.

 

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Un bimbo, secondo le ipotesi della procura, a cui avrebbe tolto la vita strozzandolo, forse a mani nude, mentre si trovava in auto

posta sotto sequestro per volere del pm Valentina Bavai dai militari del Nucleo Investigativo di Ancona, supportati nelle indagini dai colleghi della Compagnia di Fabriano e della stazione di Cupramontana.