Luigi, l’agente della Polizia Locale massacrato in strada torna a casa: “non ricorda nulla e piange tutto il giorno”

Luigi Licari, l’agente della Polizia Locale massacrato in strada torna a casa: “non ricorda nulla e piange tutto il giorno”

Luigi Licari il 2 Settembre scorso aveva fatto rispettare le regole impedendo a un ragazzo di passare con lo scooter in una strada momentaneamente chiusa al traffico e per questo era stato aggredito da un gruppo di giovani finendo in coma:

Il dissidio, nato a causa di viabilità con un giovanissimo motociclista (l’agente aveva vietato all’aggressore l’accesso in scooter in una zona chiusa al traffico nei weekend)

in pochi minuti si è trasformato in un pestaggio micidiale ai danni dell’ispettore Licari.

Il giovane in motorino, inizialmente allontanatosi, si è ripresentato poco dopo con un branco di amici che hanno subito accerchiato e preso a colpi di casco in faccia chi aveva “osato” fermare l’amico.

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Luigi Licari ha riportato un trauma cranico e serie ferite, perdendo molto sangue anche in strada.

Immediatamente trasportato al “Cannizzaro” e ricoverato nel reparto d’Anestesia e Rianimazione, in coma farmacologico, l’agente di Polizia municipale è stato sottoposto a diversi interventi chirurgici.

A fine Ottobre, l’ispettore è stato trasferito in un centro di riabilitazione a Cefalù, in provincia di Palermo.

 

 

Da quel momento in poi, le prime notizie sono sembrate migliorare, anche per via di un comunicato diffuso dai famigliari

“Amiche ed amici Luigi sta tornando con noi. Nelle ultime ore le sue capacità cognitive si sono rafforzate. Ad esempio ricorda di essere un vigile urbano e di avere dei colleghi”

“La sensibilità degli arti sta migliorando. Per quanto lunga possa essere ancora la strada, pare allo stato che la direzione sia quella giusta”.

Sono state infatti queste le parole scelte dai parenti di Luigi per informare amici e stampa – per mezzo di un comunicato – sul miglioramento del suo stato di salute.

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Adesso Luigi è tornato a casa. Però, secondo quanto riportato dal sito Fanpage, la situazione di Luigi sarebbe meno positiva di quanto si era sperato fino a qualche settimana fa.

Infatti, non ricorderebbe nulla dell’accaduto

Scrive fanpage “Luigi Piange tutto il giorno e, ci fanno sapere, ha pianto copiosamente quando i suoi familiari gli hanno spiegato per la prima volta perché si trovasse in quelle condizioni. Cosa era successo”

 

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e ancora “Luigi non credeva ai suoi occhi, stentava a credere che a ridurlo così fossero stati dei ragazzi, che fosse stato aggredito brutalmente. Perché lui di quel maledetto 2 settembre non ricorda niente. Il vuoto”

 “Sono vivo per miracolo” ha detto, leggendo leggendo alcuni articoli

“L’ispettore ha bisogno di assistenza continua, di qualcuno che lo sorregga per stare in piedi, di chi lo aiuta ad alzarsi dalla sedia.

In ospedale non riusciva nemmeno a spezzare in due un panino: lui che, campione di pesi, aveva una forza invidiabile”.

Continua Fanpage nella tragica descrizioneLuigi parla ma ha le allucinazioni, è convinto di dover andare a lavoro; 

recentemente ha voluto chiamare il comando dei Vigili urbani di Catania per conoscere i suoi turni di lavoro a Natale e Capodanno”

“Ha uno sguardo sperduto e a volte i suoi discorsi risultano essere “sballati”. Capita spesso che cada a terra, una volta ha rischiato di farsi male buttandosi giù dal letto d’ospedale dove era ricoverato”

 

 

“Ma come mi sono ridotto..” ripete più volte, consapevole del suo stato di salute. Ha una forte depressione:

proprio per questo motivo i medici avevano ritenuto utile il trasferimento in casa dove è “coccolato” dai famigliari

Ma oltre al danno si è visto anche ridurre lo stipendio dal comune siciliano.

“Non avrei mai pensato che potesse accadere una cosa del genere per la strada – ha invece raccontato la moglie Mimma ai microfoni di “Dalla vostra parte” –

Continuo a domandarmi perchè sia successo tutto questo, è assurdo”.

Nella trasmissione di Retequattro è intervenuto anche il figlio di Luigi, che racconta la drammatica situazione che sta vivendo la sua famiglia.