Poliziotto beccato a ballare, ma era in malattia: “condotta censurabile, gli agenti devono ispirare fiducia”

Poliziotto beccato a ballare, ma era in malattia: “condotta censurabile, gli agenti devono ispirare fiducia”

incastrato da due lettere anonime con foto, il Ministero gli taglia lo stipendio.

Fa ricorso e perde. Il Tar: condotta censurabile, gli agenti devono ispirare fiducia

Ma nei giorni di assenza dal lavoro per problemi ortopedici, nel febbraio 2011, partecipò a una festa di carnevale e venne anche fotografato mentre ballava

alla festa di carnevale e “assumeva atteggiamenti e movenze palesemente non confacenti al suo stato di convalescente”.

 

O, come riportano i giudici, il 25 febbraio 2011 al poliziotto-ballerino erano stati diagnosticati 10 giorni di malattia

e durante la convalescenza si era sottoposto ad esami che riscontravano una patologia di tipo ortopedico al piede con tanto di terapie antinfiammatorie.

Al poliziotto, quindi, nel’11 luglio 2011 fu inflitta la sanzione disciplinare della riduzione di tre giorni lavorativi nella mensilità.

Il Tar ha affrontato la questione nei giorni scorsi e ha dato torto al poliziotto che aveva fatto ricorso.

 

“Una persona – si legge in sentenza – che soffre di una fastidiosa patologia diagnosticata che lo ha tenuto abbastanza a lungo

lontano dal servizio non va a ballare ad una festa di carnevale con evidenze sollecitazioni sul piede sofferente”.

Secondo i giudici non è dunque illogico ritenere che la condotta abbia gettato discredito sulla Polizia di Stato.